Saturday, October 07, 2006


IL PROFUMO -STORIA DI UN ASSASSINO

Era l'anno 1992 quello in cui lessi per la prima volta il capolavoro di Patrick Sueskind: il Profumo. Sembrava impossibile poter trasformare in un film una storia nella quale il protagonista principale è l'olfatto. Ed invece lo scorso 26 settembre ad Erding (Baviera) ho potuto verificare che ci sono riusciti.

Già la serata era cominciata bene perchè eravamo riusciti a prenotare i biglietti che in Germania erano esauritissimi. E invece avevamo dei posti centralissimi, a mezza platea e con uno spazio infinito davanti alle gambe. Fantastico. Costo del biglietto: 3,50 Euro ! Ed eravamo appena fuori Monaco, più o meno come se fossimo andati al multisala di Melzo. Strabiliante, la grande Germania insomma...
Meno brillante si è dimostrata la grande Germania per quanto riguarda i gusti legati al palato, e ti pareva, infatti dopo aver comprato una megaporzione di popcorn ho dovuto constatare che gli stessi erano zuccherati (orrore !) e che salati non esistono. (ma si può !). Visto che il film iniziava alle 19:00 e che dura ben più di 2 ore, qualcosa bisognava pur mangiare: mi è toccato ripiegare su dei timidi nachos, va beh. Ma veniamo alla pellicola...
La storia inizia a Parigi al mercato del pesce dove lo sventurato (o baciato dalla fortuna) Gernouille, viene alla luce al mercato del pesce, cioè il posto più puzzolente di Parigi. La madre, che considera le gravidanze più o meno alla stregua di altre noiose commissioni lo vorrebbe lasciare lì e passare al prossimo pesce, ma il suo pianto lo salva (e condanna la mamma, così come in seguito tutti coloro che tenteranno di trarre profitto da lui, a morte violenta). Da lì in poi il piccolo Gernouille inizia un'esistenza ed un percorso tutti suoi: la sua conoscenza del mondo avviene attraverso l'olfatto, le parole sono accessorie a descrivere gli odori ed i profumi che lui conosce. Con l'avidità dei bimbi cerca tutti i possibili odori del mondo. Memorabile è la scena di lui steso che combina le parole agli odori, quasi fossero etichette da apporre alle varie boccette di profumo: legno, legno bagnato, terra, terra umida, acqua, pietra...
Crescendo Grenouille viene a contatto con il maestro profumiere Giuseppe Baldini, mediocre interprete dell'arte di miscelare le essenze di origine italiana ( e ti pareva). Sono semplicemente fantastiche tutte le sequenze che vedono insieme Grenouille e Baldini (che per altro è impersonato da Dustin Hoffmann). Da Oscar l'attesa (almeno da me) scena nella quale il nostro eroe grazie al suo smisurato talento riesce a riprodurre in quattro e quattr'otto il profumo "amore e psiche", cavallo di battaglia del nemico commerciale di Baldini, impresa alla quale il nostro aureo mediocre italico si stava dedicando da giorni senza successo. Non ho potuto fare a meno di rivedere mentalmente in questa scena, l'altro confronto fra genio e mediocre: quello fra Mozart ed il compositore italiano (e due!) Salieri nell'Amadeus di Forman.
L'ilare Baldini, che grazie al genietto sta facendo rifiorire la bottega, ha comunque qualcosa da insegnare a sua volta al simpatico ingenuo Grenouille: l'arte di conservare i profumi. Sì, perchè il nostro ha ormai incontrato la prima rossa della sua vita (non si trattava di una birra) e ha scoperto che non esiste profumo superiore a quello di una leggiadra fanciulla. Peccato che appena queste muoiono il magico profumo svanisce. Per cui, se prima la sua esistenza era finalizzata a conoscere quanti più profumi possibili, adesso un nuovo sacro obiettivo riempie la vita del genio: la creazione del profumo perfetto.
A questo punto abbiamo già capito che non saranno rose, limoni, bacche, zenzero o qualsiasi altra delle banali essenze che riempiono il laboratorio di Baldini, le componenti di questo profumo, ma l'anima delle meravigliose donne, custodi dell'amore umano.
Purtroppo la distillazione, tecnica della quale (almeno in questo) Baldini è profondo conoscitore, non è sufficiente a conservare profumi umani o animali. Ed è da qui che il simpatico, ma ormai inutile Baldini esce di scena (in tutti i sensi). Perchè Grenouille non ha più bisogno di lui e si avvia verso Grasse, magica patria dei profumi, in cerca di nuove tecniche di conservazione dei profumi.
Fra il capitolo parigino e quello di Grasse, c'è un intermezzo di permanenza sulle montagne dove Grenouille conduce una sorta di vita ascetica, immagazzinando tutti gli odori del mondo. E' questo il periodo nel quale la voce fuori campo ci aiuta a comprendere due verità sconvolgenti per Grenouille: la prima è che lui è l'unico a non avere alcun odore, terribile scoperta che equialve per lui a non esistere. La seconda è che, nonostante le montagne e la vita ascetica, il desiderio di creare il profumo perfetto è per lui ormai una dipendenza pari a quella dalla più terribile delle droghe.
A Grasse (che meraviglia !) Grenouille impara la tecnica giusta per immagazzinare il profumo delle giovani bellissime: ne avrà bisogno però di ben 13. Quattro per ognuna delle 3 note fondamentali alla creazione di un qualsiasi profumo ed un'ultima, la perla delle perle di Grasse, la rossa Lorin, per rendere il profumo leggendario. Inutile dire che il talento del nostro eroe saprà miscelare queste 13 essenze, già letali da sole, in rapporti tali da creare effettivamente il profumo perfetto: il profumo che permette di comandare il cuore degli uomini. E infatti, scoperto come autore dei terribili delitti, viene portato nella piazza principale del paese per un'esecuzione la cui sola descrizione farebbe impallidire Torquemada in persona.
Ma a lui basta meno di una stilla del suo profumo per avere l'intera piazza ai suoi piedi, compreso il rubicondo curato. Quando poi ne versa su un fazzoletto un'intera goccia, la piazza si trasforma in teatro di un'immensa orgia che coinvolge tutti i presenti, senza eccezione dei poveri padri delle bellezze, nè tantomeno del rubicondo curato. Scena memorabile che nella fantastica piazza di Grasse credo coinvolga almeno 200-300 persone, accalcate, intrecciate, sulla piazza, sotto i portici, sui balconi in un'ammucchiata a metà strada fra un film a luci rosse e Woodstock (ritengo tra l'altro che saranno stati fantastici gli attimi prima del ciak per i 300 e passa attori).
Finale tragico/eroico con il nostro che pur avendo in mano il mondo, decide -anima in pena, incapace di provare alcun sentimento, e soprattutto impotente di emanare un qualsiasi profumo- di ritornare nello squallido luogo di nascita. Qui, davanti ad un gruppo di clochard della peggior specie di Parigi si rovescia addosso l'intera boccetta del suo profumo. Questi lo divorano letteralmente senza lasciare in pochi minuti alcuna traccia di lui. Sparisce senza lasciare traccia di sè, come il profumo. Fine della meravigliosa storia di un genio del male.
Avete in mente quel luogo comune (peraltro quasi sempre vero), "sì, il fim è bello, ma il libro è meglio" ? Beh, in questo caso direi che il libro è propedeutico al film, forse se non lo hai letto non te lo godi a pieno. Fatto sta che noi eravamo esterefatti ed inchiodati alla sede (letteralmente direi, visto che ho dovuto dire agli altri due di alzarsi perchè stavano chiudendo la sala). Poteva essere una gran delusione vista l'attesa, ma non posso che straconsigliare il film ai cultori del genere (quale genere ?, beh, insomma il genere a cui appartengono le storie descritte qua sopra, se esiste). Bravissimo ed intenso il protagonista: Ben Wishaw, mai sentito prima personalmente, e probabilmente è anche meglio che non sia un nome noto. Bellissime le scene, la fotografia, gli interpreti, Dustin Hoffmann (già detto) le ricostruzioni della Francia di allora e soprattutto l'originalissima storia del genio Sueskind...che storia ragazzi. Da brividi.